La stanza di Phoebe
sabato, luglio 29, 2006  
The road to kos - blog in vacanza


l'ha scritto phoebe1976 | 10:07 | permalink | normale amministrazione
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giovedì, luglio 27, 2006  
L'importante è che si legga...

Complice un temporale estivo ed una umidità vicina a quella del Messico, in pausa pranzo ho disertato la palestra per dedicarmi ai piccoli acquisti tipici di una partenza: dentifricio, salviette, bagnoschiuma e tisana alla liquirizia.

Vabbè.

Tipici.

Tipici per me.

Girando per il centro commerciale, godendo dell’aria condizionata e meditando la fuga ogni volta che un profilo mi ricordava vagamente quello dell’ingegnere, mi sono buttata tra gli avanzi malaticci e XL dei saldi estivi.

Anzi, magari mi piacerebbe pure incontrarlo, l’ingegnere.

Così potrei dirgli in faccia che il bonsai che mi ha regalato per il mio compleanno è ufficialmente deceduto e che la causa non ha saputo identificarla nemmeno Grissom.

S’è semplicemente intristito, rimpicciolito, rinsecchito ed indi è spirato.

Non so se abbia sofferto o meno.

Spero di no.

Forse.

E che la colpa è sua, perché regalare a me, Phoebe, qualcosa di vivo che non sia un gatto è qualcosa di mostruosamente assurdo e denota la totale mancanza di conoscenza della mia persona, nonché di rispetto per la creatura affidata alle mie cure e destinata a morte certa.

Ah, poi vorrei anche dirgli che ora esce con un cesso con le gambe vestita come un brutto manichino di Motivi e con i capelli setolosi. Non setosi. Volevo dire proprio setolosi.

Forse è meglio se non lo incontro, ripensandoci.

 

Delusa dallo shopping e con all’attivo solo l’acquisto di un semplice libercolo estivo a 5,00 euro, ho deciso di approfittare dei bagni del centro commerciale.

Eh, bèh.

Ebbene sì.

Succede anche a me.

E siccome difettavo di materiale cartaceo da leggere, mentre espletavo le mie normali funzioni corporali mi sono messa ad esplorare con lo sguardo le centinaia di scritte che dipingono come murales le porte dei bagni.

Molti sono di ragazzini, liceali con l’Uni Posca facile che approfittano della breve immortalità regalata loro da un tratto di pennarello. Ma gli altri?

Ora, sorvolando sul fatto che non ho mai scritto nulla sulle porte dei bagni nemmeno alle scuole medie, né credo di conoscere o frequentare qualcuno che lo faccia abitualmente (ma forse non si può mai sapere…), ce n’è veramente per tutti i gusti e possono essere divise in diverse categorie ben delimitate.

 

Le profferte sessuali

A leggere quel che c’è scritto nel bagno delle donne, Perugia è il regno dei superdotati. E io non ne ero a conoscenza! Ma che sfiga!!! Oh, sotto i 30 cm non se ne trova ma nemmeno a sforzarsi. Un miracolo. Che sia stata io la più sfortunata sinora?

Forse dovrei appuntarmi un paio di questi numeri…

Che poi, ora che mi viene in mente, in che frangenti gli uomini si intrufolano nel bagno delle donne per lasciare il loro cellulare tatuato sulla porta? Di notte? Travestiti da donna? Ci mandano la sorella? Posso capire la presenza dei messaggi lesbo, ma gli altri? Hanno forse dei procuratori donna? Delle specie di papponi al femminile?

Ma il punto è: sono veri questi numeri? C’è qualcuno che chiama davvero?

Qualcuno che usa davvero i cessi come la propria agendina privata?

Chi scrive sulle porte dei bagni è alla ricerca di qualcuno o sono solo scherzi di cattivo gusto?

Cioè, dietro c’è un business che non capisco?

Una perversione che non conosco? O sono solo burle?

O magari, piccole vendette di amiche/amanti deluse…

Quasi quasi c’ho un paio di numeri da scrivere anch’io… Dov’è il pennarello?

 

L’insulto gratuito

Marta della II C è una puttana”. 

Brava. L’ho sempre sostenuto pure io. Sì sì.

Risposta:”Puttana sarà tua sorella che fa i xxxxxxxxx. Firmato Marta

Risposta alla risposta “Ma tu sei più brava

Risposta della risposta alla risposta: “Poco ma sicuro!!!”

Complimentoni! Scriverlo nel curriculum? No?

Risposta della risposta alla risposta della risposta:”Allora vedi che sei puttana??!”

Standing ovation ed applausi.

 

L’annuncio

Probabilmente, dal punto di vista sociologico è la parte più interessante.

Francesca & Marco per sempre” (Si vabbè…)

Luca sei bono” (Dovreste vedere come si è ridotto il bello e dannato della mia scuola media per capire che la bellezza è un attimo fuggevole…)

V B the best in the wordl” (Vai, vai... vai all’università o entra nel mondo dei Co.co.co che poi vedi... E studia l’inglese!!! Capra!)

Fino ad arrivare all’immortale e da me ovviamente sottoscritto per motivi calcistici ma anche no “Chi non salta è un ternano

 

Terminato questo edificante ed interessante escursus ho preso sollevata la via dell’ufficio, parecchio più consapevole di come il mondo sia pieno di pazzi mitomani alla ricerca di un secondo di notorietà, importante anche se può venir spazzato via da una mano di venice a basso costo.

 

Ma anche del fatto che la prossima volta mi porto un libro…



l'ha scritto phoebe1976 | 08:43 | permalink | vita vissuta, sick sad world, femmine vs maschi, quark, doveva succedere proprio a me
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lunedì, luglio 24, 2006  
Che cos'è l'amor?
In pausa pranzo lunga, poltrendo languidamente in piscina guardando grasse signore con strane cuffie fare acquagym e sorseggiando allegramente una molto dietetica bottiglietta di acqua gassata, mi chiedo come sia possibile innamorarsi.

Ancora.
Come avviene, come capita.
Ma capita davvero, poi?

O è solo parto sporadico e pigro del nostro cervello annoiato dal solito tran tran imposto dalla solitaria vita quotidiana?
Magari è atavico bisogno di affiliazione col prossimo, come disse una mia sciroccata conoscente neo-laureanda in psicologia.

Non lo so più.
Certo, la gente ci spera nella sua esistenza.
Specie le donne.
Sono attratte dall’idea come i moscerini dalla luce.

Centinaia di scrittori di Harmony plurimilionari non possono sbagliarsi, dietro c’è di certo una attenta indagine di marketing ed ispirati analisti finanziari che non possono errare.
Per lo meno, non tutti insieme.

Amore oppio del popolo?
Rincoglionimento delle masse?
Panacea da telenovela di tutti i mali della Terra?
Free pass per rincitrullire il cervello?
Non lo so.

Forse solo chi è innamorato riconosce l’amore, un po’ come gli iniziati di una setta spiritistica segreta.
Per il resto del mondo è solo follia. Infantilismo.
Pazzia vera.

Quindi io, Phoebe, ora come ora ne sono tagliata fuori in maniera cinica e drammatica al tempo stesso, come si trattasse di un fantasma impalpabile o di una presenza intangibile.
Forse ora io non riesco a vederlo se non con gli occhi del disincanto.
Uh, che bella coppia!!!
Sicuramente uno dei due c’ha le corna…

Probabilmente faccio più caso all’orrido ammucchiato sotto il tappeto che a quanta luce possano fare gli occhi di una donna innamorata.
Più di una centrale nucleare.
A quanto l’amore possa rendere bello uno sguardo, luminosa la pelle, armoniosi i gesti, dolce la vita. Inconsapevole dei guai una esistenza.

E faccio finta di dimenticarmi quant’è bella la sensazione del cuore che batte forte dopo un bacio, l’ansia della telefonata che quando arriva ti fa scordare tutte le paranoie, il giramento di testa all’idea dell’incontro, la dolcezza, le mani che si toccano sussurrando.

Sarà che sono un po’ schifata, delusa, intristita.
Sfiduciata.
Sarà che nonostante le persone che ho attorno continuino a ricordarmi il mio valore, non riesco a non credere che il fallimento di tutte le mie relazioni amorose non possa non dipendere da me.

Sarà che certe ferite vanno curate con l’autostima.
Cosa che mi manca. Completamente.

Sarà che c'ho bisogno di una vacanza...



l'ha scritto phoebe1976 | 23:24 | permalink | vita vissuta, sick sad world, femmine vs maschi, doveva succedere proprio a me, dillo a phoebe
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martedì, luglio 18, 2006  
Ex files
Passano i giorni, i mesi, gli anni.
Ma certe cose non cambiano.

Non possono cambiare, sono dogmi scolpiti nella pietra dal tempo, abile scalpellino artigiano.
 

Prima fra tutte le mia teoria che, una volta finita una storia in cui si è investito abbastanza in termini emotivi, la controparte fedigrafa e ormaia inutile ed inutilizzabile dovrebbe avere il buon gusto di evaporare o polverizzarsi come un vampiro alla luce del sole.

Lo so, è un concetto che è stato già da me ampiamente sviscerato, ma l’umana condizione è così varia da offrire sempre nuovi spunti e nuovi inquietanti interrogativi al mio cervellino scalpitante. 

Sarà l’estate, sarà il caldo, saranno i trentanni compulsivi e rognosi, ma sia io che i miei amici (la cosa bella, stavolta, è che si parla di ambosessi…) nell’ultimo periodo ci troviamo a dover affrontare rapporti irrisolti, ritorni di fiamma o semplici riavvicinamenti con ex più o meno antichi e variamente sepolti nella memoria. O no. 

Tralasciando l’ormai classico ed annoso caso di ex fresco di nomina beccato a passeggio con racchia da competizione canina e sguardo intelligente da provola affumicata che tanto ha il potere di far venire travasi di bile (alquanto, ahimè, ingiustificati quanto violenti) altre sono le patologie che colpiscono violentemente le capacità intellettive e cognitive dei soggetti con cui ci siamo precedentemente accoppiati e di cui vorremmo mantenere un bel ricordo rasserenante.

Una volta passati gli istinti omicidi, ovviamente. 

Prima fra tutti, la minestra riscaldata.
E’ passato tanto tempo.
La storia è chiusa da anni.
Non ci pensate nemmeno più, se non quando passano una canzone pleistocenica o quando, facendo il cambio dell’armadio, vi tornano su un paio di pantaloni lucertolati viola che ora vi arriverebbero a mezza coscia. Ma magari. O forse meglio così.
Ma dopo anni, suona il cellulare o arriva un sms amarcord. E voi siete contente, ché in fondo gli avete sempre voluto bene ed è un bel ricordo, e bla bla bla.
Ma poi l’sms sporadico diventa una pioggia, le telefonate si fanno lunghe, mielose, allusive e tentacolari. Il tiricordicomestavamobeneinsieme ossessivo. Che poi, detto tra noi, non era nemmeno vero. Sì, vabbè, ci sono bellissimi ricordi comuni… ma se una storia si interrompe, c’è un perché! O no? Si tratta forse di Montecchi e Capuleti? Di amori contrastati? No. E allora? E quindi???
 

Poi abbiamo la staffa.
In che cosa consiste? Semplicemente in questo. Un tuo ex torna improvvisamente e/o traumaticamente single spesso non per sua volontà. Ma, chiaramente, meritandoselo.
Passati i cinque minuti canonici sufficienti al maschio per elaborare il dolore, si ributta a caccia. Iniziando da vecchi contatti e sfogliando la celeberrima e mitica agendina nera che (forse) ogni uomo ha e proseguendo a ritroso, se necessario fino alla prima fidanzatina dell’asilo.
Il tutto, alla flebile e forse vana ricerca della bottarella commemorativa del tempo che fu. Così. Per rinverdire fasti antichi e sepolte glorie.
O anche alla ricerca di una decina di vaffanculo rotanti.

Molto probabile.

Ah, lo stesso concetto vale per il cane rognoso; soggetto che, nonostante sia fidanzato, millantando una insoddisfazione sessuale e una carenza di feeling col patner. E che vorrebbe un rinforzino in nome dei vecchi tempi. Con te, logicamente. 

Oh, poi mi dicono che esista anche il martire pentito, cioè quello che è davvero davvero davvero mortificato. Che una mattina s’è svegliato e si è reso conto del casino immondo che ha fatto con la sua vita. E torna strisciando da voi con il Trilogy o col mazzo di fiori giganti.
Io, a dire il vero, non ne ho mai visto uno. Uno sincero, perlomeno (altrimenti rientra nella categoria di cui sopra).

Peccato che voi nel 99,99% dei casi nel frattempo vi siate evolute, cresciute, modificate o più realisticamente semplicemente cambiate. E vale anche per il sesso opposto.

E allora?

Allora, con tutta l’educazione ed il tatto  possibile vi tocca rimandare a casa il ciliceo martire ricordandogli la verità. 

E la verità sta solo nella semplice e cristallina necessità di appigliarsi al bello del passato. Al ricordo splendido splendente, ma che poi così luccicoso non era quasi mai.
Perchè il passato è già ammantato di un'aura magica, che rende tutto bello e positivo, tinto di lilla.

Perché è più facile cullarsi nel ricordo che andare avanti e vivere la propria vita conoscendo nuove persone, amando e rischiando, accettando il proprio passato e chiudendo bene le porte. 

Col lucchetto, magari.


l'ha scritto phoebe1976 | 23:33 | permalink | vita vissuta, sick sad world, femmine vs maschi, quark, dillo a phoebe
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martedì, luglio 11, 2006  
Natura morta con cavolate

Attenzione, attenzione!

Cari lettori eventuali od affezionati, di passaggio o stanziali siete avvertiti: questo è un post a grande, enorme, immenso contenuto femminista e ferocemente contro il popolo maschile.

Quindi, a meno che non abbiate pazienza a mille, una dose di autoironia sufficiente a rendervi uomini senzienti, illuminanti soluzioni tecnico-tattiche o gigantesche conoscenze psicologiche vi avverto: potreste irritarvi.


Prese le dovute precauzioni (Ah! Io ve l’avevo detto, lasciate ogni speranza o voi che continuate!!), veniamo a noi.

 

Ma agli uomini fanno dei corsi serali?

Oppure nella pre-adolescenza regalano un generatore di cazzate insieme al manuale per la masturbazione?

E’ tutta colpa del DNA?

 

No, perché se è vero che anche le donne nel dire le cavolate sono maestre, gli uomini danno il meglio di loro con voli pindarici degni di una medaglia al merito. Più o meno come quella di Muttley.

La cosa veramente interessante è che tutte le scuse mentecatte convergono tristemente verso stereotipi abusati, capaci di far arrabbiare la donna in oggetto più per il modo con cui viene scaricata che per lo scaricamento stesso.

L’uomo sofferente

In questa esaltante categoria, rientra il trentenne medio bistrattato e contemporaneamente bramato dalle più.

Infelice, insofferente, con tanto bisogno di stare solo e riflettere. Preferisce il cinema, possibilmente solo, estraniarsi da questa sciocca società e ti butta fuori dalla sua vita con una frase da incorniciare:”Non sono la persona giusta per te. Ti lascio per il tuo bene.”.

A parte il fatto che probabilmente è vero, l’irritazione sale a causa del presunto buonismo del soggetto e della sua presunzione di conoscerti meglio di te stessa. E di sacrificarsi per te. Oh, ma grazie. E che ne sapresti cosa è meglio per me?

Finché poi non lo ritrovi a passeggio sottobraccio con una ventenne greca di un metro e ottanta che non spiccica l’italiano, con addosso un sorriso ebete ed una magliettina trendy tutta rosa, completamente dimentico della sua depressione. E anche di quello che restava del suo cervello ucciso dalle paranoie, dall’ascolto di musica deprimente e dall’uso smodato di autocommiserazione .

L’uomo Peter Pan

Convinto e straconvinto che l’amore vero sia quello dei 14 anni tutto palpiti, fremiti e messaggini rosa e esplosioni di stelle nel cielo blu. E ti lascia perché “Ti adoro,sto benissimo con te. E poi abbiamo così tante cose in comune! Ma non ti amo perciò addio.” come se tu gli avessi giurato amore eterno srotolando la tua treccia din su dai veroni del tuo palazzo incantato.

Presuntuoso. Pretestuoso. E infantile, perché l’amore non può essere sempre il palpito della scoperta. Il giramento di testa violento dle primo incontro. Si consolida, nasce, cresce e cambia.
No?

L’uomo libero

Ci sono uomini che si devono sentire liberi come il cavallo della pubblicità del Vidal. E per questo, non puoi mettergli un freno tu, donna.  Non mi sento pronto ad avere legami”, frase oramai entrata nella leggenda, è stata coniata da lui. Ed il novello Lorenzo Lamas de noarti continua, incalza. “Non è per te, è che io sono fatto così. Non mi puoi mettere le catene”.

A parte il fatto che io sono per la funzione rieducativa della pena e al limite con le catene ci possiamo giocare un pochino e poi basta, chi t’ha detto niente?

Salvo poi vederlo, sei mesi dopo, zerbino di una stronza bionda ossigenata costretto allo shopping selvaggio il primo giorno dei saldi tra orde di casalinghe impazzite e ragazzine obese col piercing all’ombelico urlanti e litiganti per un perizoma di Dolce e Gabbana con gli strass scontato dell’1,5%.


Il santo

Dolce. Coccoloso. Chiama 862 volte al giorno, più una pioggia di SMS tutti pucci pucci. Vi manda mail con un contenuto calorico così alto da farvi aumentare la cellulite ogni volta che controllare la posta elettronica.

Peccato che le mandi in serie. Già. E che voi non siate l’unico amore della sua vita. In realtà siete in buona compagnia, ma non lo sapete. Finora.

 

 

Cosa si deduce da tutto questo discorso?

Cioè, a parte il risentimento verso le cazzate sparate dai maschi.

Se c’è una cosa sul pianeta che mi fa veramente irritare, è l’essere presa in giro senza che me ne possa rendere conto. Mi sento umiliata e il mio amor proprio fa le capriole fino a raggiungere il triplo salto carpiato all’indietro.

Se un ragazzo ti lascia perché: “Non sono pronto per un rapporto serio” vuole in automatico dire :”Mi sto scopando un’altra”?

Se il moroso ti saluta con un “Non voglio farti del male col mio pessimo carattere” vuol dire in realtà “Mi sto scopando un’altra”?

Se il fidanzato ti molla perché “E’ un periodo un po’ così…” la traduzione letterale è “Mi sto scopando un’altra”?

Perché allora, figlioli miei, ci conviene attrezzarsi.

O iniziamo a parlare chiaro, a non nascondere la propria codardia e la mancanza di rispetto verso il prossimo dietro ad un finto e pseudo-misericordioso “Non volevo farti soffrire” che ottiene un effetto boomerang spaventoso, specie nelle piccole città di provincia come la mia dove ci si conosce tutti ed il rischio di incontro malaugurato è altissimo.

Oppure qualche valente ingegnere cominciasse a studiare la progettazione di un traduttore simultaneo di cazzate uomo/donna, così magari co comprendiamo meglio ed evitiamo inutili righe sulle macchine.

Delle due soluzioni, visto che in genere non mi fido dell’ingegnere medio nemmeno per la progettazione del mio push-up, la prima sarebbe quella auspicabile.


Ma, ahimè, impraticabile.

E allora?

Allora niente.

Niente a parte il consiglio di mia nonna, saggezza contadina a fiumi e certificato di frequenza della terza elementare.

 

Pensar male è peccato. Ma spesso ci si indovina.


l'ha scritto phoebe1976 | 12:23 | permalink | vita vissuta, sick sad world, femmine vs maschi
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lunedì, luglio 10, 2006  
We are the champions, my friends!


l'ha scritto phoebe1976 | 11:34 | permalink | vita vissuta, roba di pallone
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mercoledì, luglio 05, 2006  
Due pizze al 120, grazie!

Guardare la partita con tutta la truppa, anche se il delizioso barbecue era nato per festeggiare l’Independence Day in onore della nostra meravigliosa bostoniana è sempre un’esperienza da raccontare.

Un po’ perché i miei amici sono folli, un po’ perché la posta in gioco era alta: l’accesso finale della Coppa del Mondo.


Una partita preceduta da polemiche e offese gratuite all’Italia, nonché dal boicottaggio della pizza. E allora mangiate i crauti, và, che vi fan bene all’alito.
I nostri favolosi ospiti avevano approntato un bel maxischermo all'aperto  con videoproiettore.
Mandato prima in tilt probabilmente dalla iattura acida e cattiva della vecchietta astiosa dirimpettaia del giardino in cui facevamo baldoria, e poi vessato da un audio ridicolmente basso.
Problema risolto sintonizzando la radio su frequenza non ben identificata e completamente folle ed acritica, autrice della telecronaca più accorata e sgangherata della storia.

La partita scorre liscia ed irritante nella sua inconcludenza asfissiante, tra cheeseburger, foto introspettive e bicchieri di vino.

L’Italia trascina i crucchi ai supplementari.
Colpisce pali, traverse.
Si rischiano infarti.
Lippi si agista.
Klismann impassibile, con l’espressione da Mac Giver.

Si mangia la torta al cocco.


E quando Grosso, su passaggio di Pirlo, al volo fa il miracolo esplode il mondo.

Non è possibile.

Quando tutti pensavano già alla triste lotteria dei rigori, Fabietto ci mette del suo proiettando l’Italia avanti fino a Berlino.

Proprio lui, ex giocatore del Perugia (come Materazzi e Gattuso, a dirla tutta…).

Son soddisfazioni.
Del Piero fa il bis, in onore di tutti i suoi fan.
E se io fossi stata in Prodi, avrei abbracciato la Merkel e forse buttata anche giù dalla tribuna per l'euforia. O magari baciata in bocca. Chi può dirlo.

 

E ora ci manca solo domenica.



l'ha scritto phoebe1976 | 10:11 | permalink | vita vissuta, roba di pallone
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