La stanza di Phoebe
mercoledì, maggio 14, 2008  
L'amore ai tempi del PC

Alla fine è successo.
Nemmeno Philip Dick era riuscito a spingersi così oltre con l’immaginazione. E dire che aveva previsto cellulari e videochiamate.

Eppure, ora, è realtà.

Un editore di San Pietroburgo ha pubblicato un romanzo che si ispira ad Anna Karenina, romanzo russo per eccellenza che da una vita mi ripropongo di leggere e che ancora staziona sul mio comodino in attesa, ed il suo orgoglioso e  soddisfatto autore si chiama Pc Writer 2008.
Sì, signori e signore: trattasi di un software di scrittura creativa.
Già, a gennaio la casa editrice Astrel di San Pietroburgo ha pubblicato il primo romanzo non scritto da un uomo.
Sembrava fantascienza, invece è realtà.
 
Anna Karenina non è morta buttandosi sotto un treno. In realtà non le è successo nulla, ha vissuto per altri cento anni come del resto tutti gli altri protagonisti del romanzo, oggi riuniti su un’isola deserta. E’ questa la versione proposta dal programma informatico che ha generato una specie di seguito della celebre opera di Lev Tolstoj.
Il tutto è iniziato perché il direttore della casa editrice si è detto che un libro intitolato  "Nastojashaja ljubov" (letteralmente “Vero amore”, titolo forse originale in Russia che tuttavia in Italia richiama infime trasmissioni defilippiane), avrebbe potuto avere un buon successo commerciale.
Solo che trovare un autore in grado di scrivere rapidamente intorno al titolo un libro commercialmente valido sembrava impossibile.
E allora perché non ricorrere alla tecnologia?
Basta prendere un gruppo di informatici, farli lavorare otto mesi alla creazione del nuovissimo Pc Writer 2008 ed è fatta.
Creato il programma, basta
inserire al suo interno alcuni brani di tredici grandi romanzieri (sconosciuta la lista, l’editore non l’ha voluta rivelare), scegliere un romanzo come base ed inserire i caratteri, i dati e le descrizioni dei protagonisti ed accendere il pc.
In tre giorni Vero Amore è servito.
Considerando che Tolstoj impiegò cinque anni a riflettere su Anna Karenina e tre a scriverla, capirete che il risparmio di tempo è notevole.
E’ vero, le prime versioni tirate fuori dal programma erano così assurde e senza senso da dover essere cestinate ed anche la versione finita in libreria è stata ritoccata in alcune parti dai redattori, ma per il 90% dell’aspetto “creativo” il programma ha fatto tutto da solo.
Il software tutto da solo.

Siamo davvero arrivati a questo?
La creatività, l’anima, i sogni, quello che distingue l’uomo dalla macchina è mutuabile in un software che imita i processi del cervello?
L’uomo è dunque destinato sempre più al ruolo di suppellettile?
E soprattutto, fottutissimo programma, perché mi vuoi rubare il lavoro?????

Il libro, non disponibile in Italia, sta spopolando in Russia.
Io, personalmente e polemiche a parte, sarei curiosa di leggerlo per scoprire se un computer fatto di silicio possa o meno scrivere almeno leggermente  meglio di Moccia e feccia affine che invade le nostre povere librerie da qualche anno a questa parte.

Anche se peggio non so se sarebbe possibile…



l'ha scritto phoebe1976 | 15:31 | permalink | sick sad world, doveva succedere proprio a me, caffetteria letteraria
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mercoledì, maggio 07, 2008  
French Kiss
Io sono sbadata.
E anche un po' imbranata.
Anzi, sono terribilmente imbranata.
Capirete che il mio rapporto con tutte le estremità del mio corpo, sbatacchiate contro angoli acuti e spigoli appuntiti, non è che sia buonissimo.
Prendete per esempio le mie unghie. Le mie disastrose unghie.
Non le mangio, per carità: troppa fatica.
E' che mi si spezzano, si rompono, rimangono incastrate vattelapesca dove.
Una volta ne ho fracassata una sbattendola contro il volante. Veramente, ora che ci penso, più di una volta...
E poi faccio fitboxe.
Figurarsi.
E a fare la manicure mi scoccio, non sono capace. Va a finire sempre che mi taglio 2 cm di unghie e anche le dita se va male.
 
Accanto a me mia sorella, la mia nemesi.
 
Mia sorella ha iniziato a mangiarsi le unghie appena gli si sono formate nella pancia di nostra madre ed è andata avanti a divorarsi in modo vorace e famelico anche le dita fino all'età di 24 anni, anno in cui la sua estetista la iniziò alle meraviglie della ricostruzione delle unghie e della french manicure.

Se vivete fuori dal mondo in un eremo in cima ad un   monte e pensate che la french manicure sia una malattia della pelle, vi istruirò io a dovere illuminando la vostra vuota e poco glamour vita.

La french manicure è una tecnica per la cura delle unghie che mette in evidenza il contrasto tra la parte principale delle stesse e la punta usando lo smalto con due colori diversi (in genere bianco e trasparente, ma ce n'è per tutti i gusti soprattutto quelli trash). Non importa la lunghezza delle unghie e può essere fatta sia sulle proprie che applicando delle unghie finte dette tip. Il tutto ricoperto abbondantemente da una specie di gel che le indurisce fino a renderle simili a piccoli coltellini (se lunghe, ovviamente) e che impedisce a mia sorella di rosicchiarsele pena dolorose sedute di ricostruzione dal dentista.
Il gel indurisce le unghie fino a renderle praticamente indistruttibili.
sempre che non si scollino e ti saltino via.
Che impressione.

Logicamente, se si vogliono unghie tutte uguali della stessa identica lunghezza bisogna usare 'ste famose e benedette tip, perché tutte le unghie precise non ce l’ha nemmeno la regina delle nullafacenti a meno che non si pratichi iniezioni di calcio in vena.
Ora, il costo di questa operazione si aggira intorno agli 80/90 euro per la prima “installazione” e circa 70 euro al mese per il mantenimento ed eventuale sostituzione di pezzi.
Sì, sostituzione di pezzi. Proprio come per un frullatore o un robot.
Ah, sempre che l'estetista sia onesta.
Cosa rara, ahimè.

Si comincia così, per provare.
Per caso, per vedere come ti stanno addosso.
In fondo sono belle, come negarlo?
E poi diventa una malattia.
Donne giovani e meno giovani che passano la giornata a rimirarsi le unghie per notarne le minime imperfezioni.
Anatemi scagliati ad estetiste colpevoli di aver steso micron diversi di gel sull’anulare e sull’indice.
Brillanti, disegnini, pupazzetti ed applicazioni per decorare il tutto come se piovesse.
Ed unghie via via sempre più lunghe.
Una specie di ossessione.
Una vera escalation.

Io guardo queste giovani donne ed il mio cervellino si fa diverse domande.
Prima di tutto, come fanno queste donne a svolgere una vita normale senza sentirsi Edward Mani di Forbice? Come fanno a battere sulla tastiera senza scrivere asdfex
E le lenti a contatto? Come fanno a mettersi le lenti a contatto senza affettarsi a julienne una pupilla?
Per non parlare di pratiche più “intime” che non vedo come possano essere svolte con quelle innaturali appendici. a meno che tutto questo rischio non aggiunga una certa perversione ed eccetazione. in fondo, il mondo è bello perchè è vario.

Ma magari mi sbaglio.
Sono io che ho un pregiudizio, perché trovo illogico spendere dei soldi (e parecchi anche) per una cosa del genere.
Ma, in fondo, una ossessione è una ossessione e merita rispetto anche solo per questo.
Ognuno ha le sue, libri o unghie non credo possa fare molta differenza.
Purché mia sorella non si trasformi nel corso degli anni in una novella Lee Redmond.

Sia chiaro, io dalla D’Urso non ce l’accompagno manco morta…


l'ha scritto phoebe1976 | 22:21 | permalink | vita vissuta, sick sad world, doveva succedere proprio a me, famiglia phoebe
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