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venerdì, marzo 21, 2008
Dell'elogio della mediocrità L'Italia di problemi ne ha tanti.Chi sono io per negarlo? E' sotto gli occhi di tutti. E' afflitta da tanti mali che ne impediscono lo sviluppo e la prosperità, sia economica che culturale: la mafia, l'ignoranza, Berlusconi, l'arroganza, il Vaticano, un apparato statale che funziona come la balena di Pinocchio. Se ne parla sempre, in maniera più o meno obiettiva, e dappertutto. Senza trovare soluzioni logiche, però. Problemi troppo grandi, forse. Logiche troppo complesse e distanti, magari. E allora torniamo alla vita di tutti i giorni, per capire se questi "grandi mali" se ne stiano annidiati pure lì oppure no. Taciturni e vigili, come gli occhi gialli di un gatto appostato al buio. Quello che emerge dalla quotidianità, spietato e cinico, è l'elogio della mediocrità che è intorno a noi. Sei intelligente, capace, propositivo, rispettoso, creativo e pieno di idee? Se non conosci nessuno è assai difficile che tu faccia carriera, ma anzi verrai etichettato come "rompiballe" in meno di dieci minuti d'orologio. Troppo smanioso, controcorrente, fastidioso come le zanzare d'estate. E io di zanzare, vivendo sul Trasimeno, me ne intendo. Credetemi. Sei un leccaculo senza arte nè parte, ma bravissimo nell'arte di allungare la lingua e muoverla a colpetti rotatori senza tapparti il naso? Tranquillo, un posto per te ci sarà sempre, specie se sei esperto nel maneggiare la cattiveria e il cinismo. E se lavori in un ufficio pubblico, senza nemmeno accorgertene se farai un numero sufficientemente alto di parole crociate la tua scrivania lieviterà magicamente ai piani alti. Ma tranquillo, pure se lavori in una azienda privata, se stai zitto e dici sempre di sì, accumulerai tanti piccoli privilegi e coccole buoniste. Se poi spii e denigri i colleghi ad ogni occasione possibile, ancor di più. Se sei donna e ti vesti come una delle Pussycat Dolls sventolandola sotto il naso del capo, anche meglio. Ogni cosa che farai sarà lodata e stra-lodata perché, in fondo, l'hai fatta e non importa né come né quando. Tu, abile ed intelligente, ti devi adattare. O diventi come loro o continui a fare le tue cose per bene nell'ombra, senza però sognarti mai di ricevere un benché minimo apprezzamento. Anzi, a lagnarsi passi pure per Calimero perciò se non ti senti in grado di effettuare la "giusta" trasformazione puoi solo startene zitto e buono aspettando il giorno di paga. E zitto se i colleghi lavorano la metà di te, se allo squillare della campanella fuggono come cavalli selvatici lasciandoti con una pila di pratiche tristi e desolate che il tuo senso del dovere ti impedisce di abbandonare a loro stesse o ti scaricano sulla scrivania tutto quello che non gli va di fare chiedendoti "per favore" con un sorriso più falso di una moneta da tre euro. Amico mio caro, c’è poco da fare: il tonto sei tuo. Il potere della ruffianeria e della piccineria, un'arte di cui sei sfornito, vincerà sempre. Ed è anche abbastanza tipico di quest’Italia arruffona e del tiriamo-a-campare, dove anche a scuola se sei bravo sei sfigato e secchione a prescindere. Sembra paradossale. Sembra una giustificazione per qualcosa che non riesce, per una insoddisfazione personale. Per inettitudine. Ma non è così. O almeno non lo è sempre. Mio padre mi recita sempre il balzello "Le persone intelligenti danno fastidio, perchè mettono in difficoltà le stupide". Sarà vero? Sarà che è più facile avere a disposizione dipendenti e/o sottoposti non tanto svegli per non dovercisi confrontare tutti i giorni? E' davvero solo una questione di chi-ce-l'ha-più-lungo? E quindi? Che si fa? Ci si arrende davvero al destino cinico e baro? Si diventa come Dilbert? Oppure si scende a compromessi e ci si adegua al comune pensiero? Oppure si gioca il jolly. L'idea dell'apertura del bar sulla spiaggia in Costarica non mi sembra malaccio. No, non una fuga. Proprio un volare verso altri lidi fottendosene di chi è ottuso come le mucche quando ruminano, un cambio di vita radicale. E che vita... l'ha scritto phoebe1976 | 20:58 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, doveva succedere proprio a me, famiglia phoebe
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