La stanza di Phoebe
venerdì, ottobre 24, 2008  
Scambista di professione

Strascicando i piedi dopo la lezione di pilates, mi appresto ad attraversare il parcheggio per raggiungere la mia scattante 206 grigio Islanda.
C’ho il passo più stravolto del mondo, un po’ perché sono carica come Babbo Natale al momento della partenza dal Polo Nord la notte della vigilia, un po’ perché un’ora di pilates mi stanca come scalare l’Everest senza sherpa e con il raffreddore da fieno in fase acuta.
Non vedo l’ora di arrivare a casa e buttarmi diretta a letto guardando le puntate di "Cold Case" che mi sono registrata sabato, quando, alla luce dei lampioni del parcheggio, la vedo.

La mia macchinina.
Lì, raminga.
Con una ammaccatura sopra la ruota sinistra.
Non una ammaccatura qualunque, una stratosfericamente grande.

Mi avvicino di corsa buttando la sacca della palestra a terra e toccando l’ammaccatura per controllare che non sia solo uno scherzo farlocco della luce riflessa dal lampione.
Niente, è proprio una bozza.

Ma che sfiga!!!!
Cado in ginocchio in preda alla frustrazione totale.

Ma porco cazzo, no.
Maremma scatenata!
Ma no!
Mondo diavolo!
Governo ladro!!!
Ma vaffanculo!
NOOOOO!
NOOOOOOOOOOOO!!!!

Poi, nella disperazione, un lampo di genio: forse mi hanno lasciato un bigliettino sotto il tergicristallo! In fondo, mi è già capitato, proprio in quel parcheggio!
Sì, sì, sicuramente è così! Ancora c’è chi è di animo giusto e generoso, che pensa agli altri ed ha il senso della correttezza.
L’umanità non può essere tutta marcia!!!
Mi alzo speranzosa ed esploro prima il lunotto posteriore.
Niente.
Passo poi davanti, certa di trovare prova tangibili della bontà umana.
Nulla.

Bestia ladra.
Porcaccia la miseria zozza.
Maremma ammaccata!

E ora chi glielo dice a mio padre che sostiene da sempre la mia allegria nel parcheggio?

Sconfortata alzo gli occhi al cielo, ma nel fare questo mi cadono gli occhi sul serpentello verde fosforescente molto molto trash arrotolato allo specchietto retrovisore della macchina.
Che, decisamente, non è mio.

La mia macchina giace immota e tranquilla tre metri più giù, affiancata alla sorellina ferita.
Entrambe grigio Islanda.
Un ragazzo in fondo al parcheggio mi guarda con tre punti interrogativi sulla testa.

La prossima macchina la voglio gialla a pallini rossi, così non mi sbaglio…



l'ha scritto phoebe1976 | 11:20 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, doveva succedere proprio a me, famiglia phoebe
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