La stanza di Phoebe
martedì, giugno 17, 2008  
Un uomo, all'improvviso

L’angolo di “Dillo a Phoebe” è sempre stato affollato di donne più o meno giovani dilaniate a causa di uomini stronzi e bastardi, bisognose di consigli sull’universo maschile e quant’altro.
Tutto nella norma, insomma.
Ma cosa succede quando all’improvviso chiede consiglio un uomo?

"Cosa vogliono le donne?"
Queste è una domanda tipica, ma sono interessato realmente. La mia ragazza mi ha lasciato per un altro, che non la tratta benissimo... ma lei vuole stare con lui, ergo ci sto male.
Come fare a stare bene?

Max”

Caro Max,
che vuoi che ti dica, la tua in assoluto è davvero una bella domanda: “Cosa vogliono le donne?

Gli uomini se lo chiedono da millenni, da quando tornando a casa con mezzo mammut sulle spalle e la clava stretta nella mano destra l’uomo di Neanderthal si sentì apostrofare come “insensibile maschilista del cazzo”.

In tempi più recenti c’hanno fatto persino un film, in cui un Mel Gibson in splendida forma viene colpito da un fulmine ed inizia a sentire i pensieri più reconditi delle donne che lo circondano. All’inizio sfrutta il suo potere per un suo tornaconto, ingannando e sfruttando, ma finirà gabbato ed innamorato come nella migliore tradizione del cinema hollywoodiano. Insomma, alla fine non ci capisce nulla pure lui.
Ma cosa vogliono davvero le donne?
Per capirlo davvero bisogna partire da lontano, da quelle bambine con le trecce che per addormentarsi esigevano dal proprio genitore la sessantatreesima ripetizione della favola di Cenerentola, con tanto di mimo sulla scena della scarpetta.
Schiave del clichè del principe azzurro, attendiamo imperterrite il fustacchione in calzamaglia azzurra e sorrisone smagliante che ci solleverà dal grigiore della quotidianità, che ci innalzerà fino a castelli fatti col marzapane e che col suo amore tutto potrà, anche uccidere un paio di draghi con l’apertura alare di un Boeing.
Tutto questo a livello inconscio perché, a parte che i principi al giorno d’oggi sono quasi estinti, abbastanza spelacchiati e tutt’altro che invitanti, l’idea che la mia vita debba dipendere da un’idiota qualunque vestito da Puffo Gay non mi entusiasma nemmeno un po’.

Ma il subconscio delle donne è tarato: siamo tutte principesse in attesa del bacio che ci riporta a nuova vita.
Tutte in attesa dal batticuore, della passione, della magia che può legare due persone, della favola.
Pure la bella Vivian avrebbe scaricato il riccastro Edward Lewis se lui non si fosse salvato in zona Cesarini scalando imperterrito (e nonostante le vertigini) tutti gli ostacoli che lo separavano dalla sua bella con un mazzo di fiorellini di campo in mano e La Traviata messa a palla dall’autista della limousine come perfetta colonna sonora.
E niente calzamaglia.
Imparate, uomini, imparate.

Caro Max, la spiegazione è alquanto semplice.
La tua ex, nonostante l’amore che tu hai provato a darle, nonostante le attenzioni e le cure, semplicemente non pensava che tu fossi il suo principe azzurro.
Nonostante l'affetto, la sicurezza, la tranquillità ed i vostri interessi in comune.
Cercava altro, un qualcosa che magari il bastardo attuale le trasmette, perchè è risaputo che l'amopre debba essere tormentato.
E ora magari si rende conto che ha fatto una cazzata, ma indietro non può tornare.
E, forse, per te a lungo andare sarà una fortuna anche se adesso ti sembra impossibile.
Credimi, ringrazierai tutti i santi del calendario.

Oddio, non tutte si sentono la principessa della favola (NB. Ho detto della favola, non sul pisello. Quella è una storia diversa). Alcune sono più portate per il ruolo di matrigna cattiva e le capisco.
Non solo è assai più divertente e fascinosa, ma il vestitino nero coi risvolti rossi ed il diadema dark in testa è parecchio più fashion di qualsiasi look da contadinella zuccherosa.
Vuoi mettere?
Ecco, io ho sempre creduto di essere più adatta al ruolo della strega cattiva che a quello di Cenerentola. Sono, mi dicevo, troppo cinica ed intelligente, troppo disincantata per credere a ‘ste fesserie indotte nel cervello delle donne da secoli e secoli di fregnacce.
L’amore delle favole non esiste.
Il principe azzurro non esiste.
Il batticuore è solo attrazione sessuale.
Certo.

Oppure no…



l'ha scritto phoebe1976 | 16:35 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, femmine vs maschi, doveva succedere proprio a me, dillo a phoebe
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venerdì, maggio 23, 2008  
Dillo a Phoebe strikes again!

Ciao Phoebe,

ho appena visitato il tuo blog e mi ha molto incuriosita il post in cui parli del primo passo nei confronti di un ragazzo.
Rispetto a quel post sono passati diversi giorni, ti posso chiedere com'e' andata a finire?, l'hai fatto o no questo primo passo?
Ti spiego...c'e' un ragazzo che lavora da me e che mi piace molto; al di lai un paio di battute, molto tempo fa, ci salutiamo appena. Mi sembra molto timido, oppure e' semplicemente fidanzato e non gliene frega nulla.
Comunque, non mi vorrei dare per vinta e vorrei invitarlo a prendere un caffé, a volte credo non ci sia nulla di male, l'ho fatto già altre volte e con uno di questi ragazzi sono stata quattro anni.
Ti ripeto che per me fare il primo passo significa cogliere l'attimo e creare un pretesto carino per scambiare due parole...tipo "ci vediamo per un aperitivo?" oppure "ti fumi una sigaretta con me?", niente di più. Spesso però mi capita di parlarne con delle amiche e loro sembrano schifate da questo atteggiamento, preferiscono essere corteggiate a costo di rimanere zitelle a vita e mi invitano a riflettere, come se un invito fosse inammissibile e va bene solo per quelle tipe assetate di uomini!
Ma perché?
Non credo di mancare di rispetto al mio essere donna, anche perché magari quel ragazzo è timido, o per diverse circostanze non mi ha mai presa in considerazione e invece, ora che mi nota...gli posso sembrare interessante, carina, simpatica... che ne so... poi se non succede niente chissenefrega!
Che dici? Mi muovo? gli lascio un biglietto o lo invito direttamente?
Scusami se mi sono permessa di inviarti una mail, ma avevo bisogno di un confronto sull'argomento, visto il bigottismo da cui siamo circondate (che poi sono tante che puntano il dito sono le prime a fare altro... eh!!!)
Ciao,
Giovanna
 
Cara Giovanna,

la tua mail mi ha fatto molto piacere per diversi motivi.
Il primo è che è sempre bello che qualcuno ti si rivolga per un consiglio e specialmente un "lettore" del proprio blog. Diciamo che sollazza l'ego, via. In secondo luogo mi dà modo di rilanciare una vecchia iniziativa che tanto mi era piaciuta, Dillo a Phoebe (non "Dallo", ho detto "Dillo"!!!!!) e che parecchie soddisfazioni mi aveva regalato.
Ma veniamo a noi.
Il famoso post al quale ti riferisci è leggermente datato (ottobre 2005) ed appartiene ad una Phoebe che nel frattempo è cresciuta, maturata ed ha combinato 1254 altri casini assortiti da cui alla fine è uscita con un paio di ossa rotte ma con autostima ed ironia rinvigorite.
Tra l’altro il quel preciso frangente il primo passo alla fine lo fece lui invitandomi a cena, ma al quarto appuntamento platonico gli infilai la lingua in bocca io.
E porca miseria, la sopportazione umana ha un limite ed io non sono mai stata famosa per la pazienza!
La storia poi è finita com’è finita (senza rancore, eh, ma mi sentii pure dire che avevo fatto tutto io… i maschi…), ma certamente il quesito resta attuale: può una donna fare il primo passo senza passare per sgualdrina?

Senza riflettere ti direi di sì, che non ci sono problemi di sorta.
Che male c’è ad invitare un tipo interessante a prendere un caffé o a fumare una sigaretta?
Nulla, almeno per me.
Magari parlandoci scopriamo pure che è noioso e che non ci interessa, eliminandolo all’istante dal nostro immaginario erotico. Pensate che perdita di tempo se fossimo rimaste lì a guardarlo immaginandolo brillante e colto oltre che bonazzo.
Però se c’è una cosa che ho imparato è che l’uomo è pur sempre un animale e come questi ha i suoi rituali che vanno mantenuti e rispettati perché il mondo giri del verso giusto.

I maschi dei granchi uca (detti granchi violinisti) hanno la chela destra mostruosamente sviluppata rispetto all’altra e la agitano in tutte la maniere possibili ed immaginabili per attirare la femmina, finché lei sceglie il più aggraziato e ci si accoppia tra le mangrovie. Facendo attenzione alla chela, eh.
Che dire dei perioftalmi? Sono pesciolini sfigati che pur vivendo in acqua, mangiano e si accoppiano in apnea (al rovescio). Il corteggiamento avviene con sbattimento nel fango di colorate pinne dorsali da parte del maschio che, una volta attratta la femmina, si accoppia felice e contento. E soffoca, probabilmente.
Il maschio del quasi estinto (chissà perché) galletto delle rocce o rupicola peruviana, invece, aspetta appollaiato su un albero con la sua sgargiantissima piumatura. Appena arriva nei paraggi una femmina dal piumaggio scialbo, tutti i maschi si scapicollano giù dall’albero ed iniziano a ballare furiosamente. Il più bravo vince una medaglia: si accoppia proprio lì, sul dancefloor. Poi lei si ricompone e se ne va ad allevar pulcini, mentre lui finirà preda di qualche rapace a causa del suo vestitino sfavillante.

Certo anche le mantidi religiose non hanno un rituale di accoppiamento molto romantico, così come le api, ma è pur sempre un rituale.
E così nell’uomo.
Anche l’uomo ha bisogno di mettere in mostra le sue piume e le sue pinne dorsali, agitare un po’ la chela e far vedere che ha combattuto per la sua donna.
Anche se poi, alla fine della fiera, ha fatto tutto lei.
Avviene così pure nel mondo animale, che vi credete.

Ma nel 2008 c’è ancora bisogno di credere ai rituali dell’accoppiamento?
Non eravamo tutti emancipati?
Nell’era degli eccessi, ci riscopriamo forse timidi e bacchettoni?
Forse.
Fattostà che molti uomini ancora ricercano il piacere della caccia e della conquista, come quando clava alla mano andava a rapire la sua sposa dalla tribù vicina, trascinandola poi per i capelli alla grotta.
Se chiunque ci prova con me, foss’anche Brad Pitt, lo ammazzo. Giuro.
Ovviamente tutto ciò non è solo molto molto noioso, ma anche abbastanza riduttivo.
E se il nostro “lui” fosse un timidone? O l’ultimo dei puri di cuore?
E se non ci avesse finora prese in considerazione perché la collega stronza ed invidiosa in pausa caffé gli ha sussurrato all’orecchio che siamo lesbiche?
E se noi non fossimo in grado di captare i nemmeno tanto velati messaggi che lui ci invia? Sì, è possibile anche questo, non ridete. A me succede sempre e scopro che il tipo carino mi lanciava segnali da lontano solo dopo anni, quando il soggetto è già ammogliato e con tre pargoli. Pensa te…

La soluzione?
Molto semplice e un filino demagogica: fai quello che ti senti.

Se ti va di andare a prendere un caffé innocente con lui, chiedeteglielo. Al limite se non è interessato accamperà qualche scusa assurda, voi capirete e volterete pagina in 15 secondi netti come fanno i maschi.
Via, verso nuovi orizzonti.

Se invece tutto questo ti deve mettere in imbarazzo, far sudare le mani e uscire antiestetiche bolle sulla faccia lascia perdere, stai alla finestra ed al limite ammicca e prova col classico gioco della seduzione.
Insomma, fai un po’ l’oca tonta, che agli uomini di tutte le età e di tutte le estrazioni piace sempre.
Non troppo però, che sennò passi da scema o da puttana (ancora?? Ma allora è una fissa!).
Usa la malizia, la sensualità e quando lui inizia ad agitare la chela vedi se hai ancora voglia di dirgli di sì.
Perché immagino che nel frattempo ti sarai stufata, a me capiterebbe.

Ah, che difficili le relazioni maschi/femmine…
Complicate, capricciose, incontrollate.
Ma per fortuna voi avete una soluzione, un faro nella notte.
Quale?
Come quale?

Ma potrete sempre dirlo a Phoebe!!!



l'ha scritto phoebe1976 | 14:26 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, quark, doveva succedere proprio a me, dillo a phoebe
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venerdì, novembre 16, 2007  
L'amore è un sentimento sopravvalutato
Amore, amore, amore.

Se ne parla sempre, se ne racconta troppo.
Romanzi di tutte le epoche hanno venduto milioni di copie, film e canzoni hanno fatto fortuna osannando ai quattro venti questo folle sentimento.
Già prima dell’avvento della carta stampata, stornelli e cantastorie giravano l’Europa cantando le gesta di cavalieri innamorati della principessa promessa ad un altro.
Eroine pure, cavalieri coraggiosi, amori impossibili, con il cruciale happy end niente affatto scontato ed i cuori degli ascoltatori palpitanti.
I greci, prima ancora, si erano pure inventati un grazioso angioletto, tal infame Cupido, che se ne girava per il mondo sparando frecce magiche “innamoranti” a destra e sinistra. Come se innamorarsi fosse così facile, come se succedesse così, da un momento all’altro.

Come se esistesse l’amore a prima vista.
Love at first sight.
Sì, certo.
Panzane.

Amore.
Tutto parla dell’amore, lo mette al centro della vita come se non si potesse vivere senza.
Forse perché vende, la gente vuole crederci, avere una speranza.
Un sentimento sovrastimato, è fuori d’ogni dubbio.
Della cui esistenza reale non esiste prova provata.

L’amore vende, fa comprare, fa girare l’economia.
Questo lo sanno tutti, anche i meno maliziosi. Non per niente nelle pubblicità si fa ampio ricorso ai temi dell’innamoramento, della passione, dell’amore in soldoni. Persino il più famoso dei cioccolatini si chiama “Bacio”, proprio per richiamare l’attenzione sul nesso cioccolato/amore. O (magari), richiama semplicemente il sesso. Che, rimanga in confidenza tra di noi, fa vendere ben più dell’amore platonico…
Ah, che geni i creativi della Perugina del tempo che fu, avevano già capito tutto…

Ma che cos’è ‘sto tanto sbandierato AMORE?
I più cinici tra gli esseri umani lo chiamano mera necessità di affiliazione, desiderio di accomunarsi a qualcuno, necessità dell’animale-uomo di non essere solo ad affrontare il burrascoso viaggio della vita. Insomma, si sa che vivere non è facile, mandare avanti la barchetta da soli non è molto facile ed allora perché non essere in due a remare? Di sicuro ci si sente meno infelici e soli, ed allora… ecco qui l’amore!
Poi, dal punto di vista sociale, è indispensabile uscire dal guscio del proprio isolazionismo e creare gruppo familiari che facciano andare avanti la società nei secoli dei secoli. Per questo alle donne viene inculcato il mito maschilista del principe azzurro, perché si aggreghino e procreino! E quindi, quale miglior specchietto per le allodole dell’amore? E brave le allodolole a crederci!!!
E il sesso? Dove lo mettiamo il sesso? L’attrazione fisica, quella fulminante, che parte dal basso ventre e vi impedisce di ragionare? L’irrazionale voglia di strappare i vestiti alla persona che vi sta davanti, a lottare per poterla avere e “sopraffare” fisicamente, dove la mettete? E la necessità del possesso, sia fisico che mentale? La smania, la bramosia che ci accomuna alle bestie? E’ amore questo?

Che poi, ad analizzare bene i sintomi delle persone che dicono di esserne stati folgorati, l’amore assomiglia più ad una malattia che ad un sentimento puro e semplice.
Allora, magari, la risposta è semplice: l’amore è una malattia psicosomatica che affigge quelle povere personalità che non sanno bastare a sé stesse.

Analizzando i vari casi, l’amore dovrebbe provocare tutta una serie di problematiche più o meno gravi:
- cardiaci (batticuore, aritmia, dolore al petto)
- alla vista (vedere il mondo rosa non è normale)
- ormonali (no comment...)
- gastrici (inedia, inappetenza, vuoto allo stomaco)
- cerebrali (stato confusionale perenne, sbalzi umorali, occhio sbarrato, sguardo vuoto. E poi vi sembra normale vedere pigolare al telefono una persona che pensavate integerrima?)
Ecco, la risposta è questa al quesito più vecchio del mondo: l’amore è una malattia.
Ora è tutto chiaro, cristallino.
Mi rimane solo un inquietante interrogativo.

Vorrei solo sapere come ho fatto a prenderla…


l'ha scritto phoebe1976 | 01:17 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, femmine vs maschi, doveva succedere proprio a me, dillo a phoebe
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domenica, aprile 08, 2007  
Easter-ic Day

Insomma, oggi è Pasqua.
Il giorno in cui, per i cristiani, Gesù ha sconfitto la morte ed è resuscitato.
Così, lo ricordo giusto per intenderci, eh, ché spesso ci si dimentica del senso della festività che si vive per concentrarsi sul cioccolato dell’uovo. 

Come tutti gli anni, schiava della mia necessità di spiritualità inappagata, mi sono recata a messa.
Non che sia una novità, spesso la domenica mattina frequento la Chiesa del mio paese, che trovo sempre semideserta e abitata da strani personaggi.

Nei giorni di festa, poi, diventa un ricettacolo di varia umanità, molto più interessante da osservare rispetto allo star ad ascoltare il chiacchierante blaterare del prete ed il sordo ripetersi di formule oramai vuote da parte di una platea annoiata.
Arrivare in ritardo ha i suoi vantaggi, stare in piedi accanto al confessionale regala un buon punto di osservazione.

C’è la famigliola annoiata con almeno un pargolo di troppo seduta sulla panca in fondo a destra. Il padre sbadiglia dubbioso e serio, cercando di fingere interesse mentre si spulcia accuratamente le unghie.
La madre, agghindata come un albero di Natale e fresca di parrucchiere, annuisce seria e finge di ricordare tutte le parole del Credo mentre uno dei pargoli tenta di uccidere l’altro sotto la panca.

Ci sono i turisti, accorsi a frotte dalle città per godere di un paio di giorni di natura, vestiti casual e aria spaesata. Nella loro mente questo mio paesino abbarbicato su una collina e con davanti il lago deve essere un bello spettacolo.

C’è la mia ex compagnia di banco delle medie, incinta del terzo figlio.
Sarà felice? Sarà quello che voleva da ragazzina, quando era innamorata di Morten Harket e passava le giornate attaccando sue foto sul diario?
Certo che suo marito al bel Morten non c’assomiglia manco un po’. Anzi. Proprio per niente. Assomiglia al massimo a padre Cionfoli.

Ci sono i bambini della Prima Comunione, tutti vestiti con la tonaca bianca. Come faccio a non ripensare all’orrevole vestito di pizzo Sangallo che mia madre mi obbligò a portare per Comunione e Cresima? Mi sentivo una bomboniera grassa.
E avevo solo 8 anni.
Evviva la tonaca bianca, uguale per tutti.
E che sfina.

Ecco lì il mio amico gay, bellissimo in un completo grigio chiaro ed un paio di occhiali da vista molto fashion. Da quando ha fatto outing è molto più sicuro di sé e sereno. Fa bene al cuore vederlo così.

C’è la signora di una certa età, la ex proprietaria del negozio di alimentari del paese ora di proprietà di una nota catena, intona enfaticamente come al solito tutte le canzoni con due ottave di troppo, catalizzando l’attenzione dei turisti.

Poi c’è la meravigliosa ala dedicata al coro ed alla comunità neo-catecumenale. Sguardo vivo, occhi lucenti e totale aberrazione della propria mente davanti alle parole del prete. Sono una comunità, una famiglia allargata. Oppure fanno finta.
E’ questa la fede?

All’improvviso la mia attenzione è attirata dall’omelia del prete.
Vi ricordate del mio originale parroco? Sì, lui.
Colui che inneggiava alla crociate, lui.
Anche oggi ha dato il meglio di sé, generando in me la ferrea convinzione che se quel Gesù inchiodato alla croce in fondo alla chiesa potesse scendere, gli darebbe due schiaffi sonori.
Oppure, se potesse parlare come il Crocifisso di Don Camillo, lo prenderebbe a mali parole.

Cari fedeli, oggi a Roma c’è la marcia a favore della moratoria sulla pena di morte
Silenzio della Chiesa.
Immagino che ora partirà una tirata (giustissima) contro la pena di morte.
Sbaglio.
Io mi domando. Moratoria. Perché? Non dobbiamo forse morire tutti? Conta come e quando?
La gente mormora, si guarda negli occhi.
Moratoria, moratoria. Che senso ha? La pena di morte non deve interessarci! Solo in Gesù dobbiamo confidare!
Certo, certo.
In Cina viene eseguita la pena di morte su incriminati per reati politici, ma a noi cristiani cattolici non deve importare.
E poi in USA? Dove muoiono nel braccio della morte solo i poveracci con avvocatucoli incapaci? Ma noi tanto confidiamo in Gesù, che ce ne frega?
Che poi, questa gente che disonora la Pasqua per marciare è la stessa che uccide embrioni e malati!!! E’ la stessa che vuole demolire la nostra idea di famiglia!! Peccatori!!! Fornicatori!
AH! ECCO!!!
Il  problema non è la marcia contro la pena di morte, ma chi l’organizza!!!

E qui stavo alzando la manina come a scuola, ma il gomito di mia madre piazzato tra due costole mi fa desistere.
Peccato, perché avrei voluto spiegare che la pena di morte è quantomeno molto discutibile in un paese civile, figuriamoci in uno che non ha la nostra “democrazia occidentale”.
Che l’aborto è una libera scelta.
Che l’eutanasia è molto più dolorosa per chi deve praticarla che per chi la subisce.
Che lo studio delle cellule staminali è necessario per cercare una cura a molte malattie tremende.
Che posso non condividere tutte le idee ed i metodi dei radicali, però non cambia il fatto che spesso le loro idee siano giuste.

Ma sono stata zitta.
Ho inghiottito il rospo e mi sono guardata intorno.
Silenzio. Calma. Tranquillità.
Solo io sembravo sconvolta da tanta falsa moralità.
Possibile che solo io la pensi così? Oppure, mi piace pensare, nessuno ascoltava davvero ma aveva il cervello proiettato verso i cannelloni e l’agnello al forno.

Bruci il tempio con tutti i Farisei...



l'ha scritto phoebe1976 | 22:15 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, normale amministrazione, doveva succedere proprio a me, dillo a phoebe
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lunedì, aprile 02, 2007  
Salagadoola Mechicka Boola Bibbidi Bobbidi Boo...
Ali di pipistrello, polvere di lingua di lucertola essiccata, occhio di salamandra, essenza di belladonna fiorita una notte di venerdì 17, baffi di gatto nero. Il tutto rimestato in un pentolone con cura e risate demoniache e…

E niente, non lo otterrete nemmeno così.
Forse perché non esiste, forse perché è troppo soggettivo.
Ma alcune linee guida ci saranno, non trovate?
Come per cosa?

Ma ovvio, per l’uomo dei nostri sogni, l’uomo perfetto!

Cosa deve avere l’uomo perfetto? Chi vorreste vedere arrivare con la vostra scarpina decolté di cristallo numero 37 in mano?

Tralasciando per ora l’aspetto fisico, che conta comunque un 60% abbondante (anche se spesso tutto all’inizio), concentriamoci sulle altre qualità indispensabili all’uomo dei sogni.

- prima di tutto deve avere interessi e voglia di vivere. Non potrei nemmeno pensare di innamorarmi o anche solo frequentare con un noioso e borioso rampante avvocato o manager affogato dal suo lavoro e invaghito fino alla morte delle meravigliose prestazioni del suo nuovo bolide o del suo cellulare. Mi piacciono le persone curiose, appassionate, che hanno ancora dei sogni sebbene abbiano superato l’adolescenza da un periodo di tempo sufficientemente lungo da essersene quasi scordati. Voglio un uomo che non si sia arreso alla mediocrità, che voglia vivere davvero, che non abbia paure sciocche. Merce rara? Temo di sì…

- altra caratteristica importante è l’ironia. C’è qualcosa di peggio di un uomo che non arriva a capire quando stai scherzando? Un permaloso che si chiude a riccio appena butti là una battuta? L’ironia è per me una parte molto importante anche dell’attrazione fisica verso un uomo. Non sono forse normale?

- deve avere una certa cultura, è innegabile. Ma non parlo di titoli di studio, visto che molti laureati o affini che conosco sono delle scarpe senza fine. Parlo sempre di quella certa curiosità che spinge verso la conoscenza, la voglia di sapere, indagare, conoscere che caratterizza una persona mai doma.

- caratteristica da cui non si può prescindere, ovviamente, è che sia premuroso ed innamorato. Ho detto premuroso, non appiccicoso come un panino col burro di arachidi. Una persona che sappia esserci quando è necessario, ma che sappia lasciare gli spazi che mi sono necessari a respirare e che spesso sono grandi. Parecchio. Odio la gelosia, è un sentimento che non  mi appartiene (non sono cieca, però, il ché è differente) e non sopporto di esserne oggetto nemmeno trasversale.

Fin qui, le caratteristiche prettamente morali.

Poi, c’è ovviamente il fattore “chimico” che può anche prescindere da tutto ciò sopraesposto e anche, udite udite, dall’aspetto fisico. Non sempre pettorali e tartaruga addominale rendono un uomo arrapante. Da qui, la convinzione da parte di tutti i miei amici maschi del fatto che io abbia un pessimo gusto in fatto di uomini.

Ed ho volontariamente tralasciato l’aspetto sessuale non perché non abbia la benché minima importanza, anzi. E’ forse uno degli aspetti più importanti, ma che varia e si evolve col tempo, conoscendosi ed imparando a capire le proprie esigenze.
Certo.
Certo.
Anche se.
Cosa c’è di più brutto al mondo di scoprire che l’uomo più carino/dolce/interessante del mondo è un micropisello? No, non un normo-dotato.
Proprio un micropisello.
Qui entra in gioco l’amore, certo, ma anche le esigenze della donna.
Di ogni donna. Normale almeno. E onesta.
Vorreste voi passare la propria vita con questa prospettiva?
E voi, lettori uomini, non scuotete la testa affermando che non è importante. Se è così, perché passate tanto tempo a misurarvelo tra di voi ovunque? Perché se non è importante non vi misurate i piedi o la lunghezza delle mani?
Quindi, tra le caratteristiche dell’uomo perfetto non può certo mancare l’abilità amatoria, unica ad una attrezzatura almeno di serie.
Almeno.

Ma dove trovare l’uomo perfetto?

Cosmopolitan, illuminato come sempre, sconsiglia di bazzicare i locali da ballo e pub, per concentrarsi verso luoghi più ameni quali il supermercato, la libreria, i ristoranti in pausa pranzo, la palestra e anche (per le più disperate) le mille vie di Internet.
Secondo me, il caso domina sovrano in queste cose, puoi incontrare l’uomo dei tuoi sogni al bar, tamponarlo ad un semaforo, al lavoro, in lavanderia, dal gelataio, ovunque.
Non c’è un luogo scientificamente preposto com’era la chiesa ai tempi dei nostri nonni e forse questo è il limite della nostra società. I nostri nonni andavano a messa, e invece di sentire la predica accorata del parroco dal pulpito occhieggiavano le giovani devote (che tanto pie non erano) nascoste sotto pudichi fazzoletti. E da lì scattavano tresche e fidanzamenti, amori e passioni.

Ed oggi? Oggi è difficile, la vita è una jungla, siamo tutti pieni di paure e frustrazione. E allora, una povera donna single come deve fare? Dove deve andare? Difficile ed aleatorio, siamo in mano al caso e nemmeno la Fata Smemorina ci può aiutare. Ma se non può lei, di certo potrà la potenza del mago del nuovo millennio: non Merlino, ma internet! Almeno per sognare, chiaramente.

Ora, se siete arrivati fin qui a leggere, a meno che non siate maschi completamente eterosessuali, di certo vi sarete chiesti chi è lo stallone che troneggia come illustrazione di questa mia digressione. Trattasi di tale Juan Garcia Postino, fresco vincitore della fascia di Mr. World vinta a suon di pettorali (ma non solo) da questo hidalgo spagnolo dagli occhi di ghiaccio.
La singolare competizione non tiene conto solo dell’aspetto fisico, seppure importante, ma prevede tutta una serie di prove non solo fisiche tutte indispensabili per ottenere la vittoria. Quest’anno ha vinto lui e gliene diamo ben merito. Mica non è solo bello, è anche un appassionato viaggiatore amante della cucina. E parla italiano. Pensateci.
Certo, leggendo attentamente i curriculum anche degli altri concorrenti, che vi consiglio vivamente di spulciare anche se il sito è solo in lingua inglese, ci sono molti uomini ideali che sarebbe bello poter incontrare, anche al supermercato.

C'è anche un italiano, ma il mio preferito è il brasiliano Lucas Gil, bellissimo nutrizionista impegnato nelle politiche sociali, amante del football e della lettura. Peccato solo che sul sito non ci siano i numeri di cellulare, altrimenti partivo subito per la terra carioca.

E il vostro uomo ideale esiste?
Che caratteristiche dovrebbe avere?
Ho tralasciato qualcosa?
Ho esagerato?
Sono troppo pretestuosa?
E Voi?
L’avete trovato?
Credevate di averlo trovato e invece no?
O invece sì?
E voi uomini, principi azzurri in attesa di scarpette da riconsegnare, come la vedete?
Fatevi avanti!

Ora scusate, devo andare: vado al corso di portoghese…



l'ha scritto phoebe1976 | 00:25 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, femmine vs maschi, doveva succedere proprio a me, dillo a phoebe
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venerdì, marzo 09, 2007  
Through the barricades

A volte vivendo la propria realtà quotidiana, fatta di complicate relazioni sentimentali, sofferenze assortite e semplici fastidi, è facile dimenticarsi che possano esistere relatà diametralmente opposte.

No, tranquilli.

Non ho intenzione di tirar su un pippone sulla fame e le malattie nei paesi del terzo mondo cottrapposte all'abuso di scarpe a stiletto nei paesi cd. "civilizzati". Queste sono cose che oramai sono trite e ritrite, fatte apposta per intenerire sotto Natale e dimenticarsene a Capodanno. Se proprio volete dare una mano, allora aderite al progetto Pangea.

 

Ma non divaghiamo.

Io parlavo del rovescio della medaglia, del raro caso che intenerisce il cuore di ogni donna più di un cucciolo di labrador abbandonato sotto la pioggia: l'uomo che soffre per amore.

 

Raro come il quadrifoglio, non è pur tuttavia una figura mitologica. Esiste, e non solo nelle canzoni di Tiziano Ferro.

E così mi capita di imbattermi in una storia quasi speculare a quella che accade a molte donne loro malgrado: innamorarsi di una persona già impegnata e che non ha nessuna intenzione di divincolarsi dal proprio rassicurante rapporto.

Né, ovviamente, di allontanare noi.

Anzi.

 

Già, a quanto pare i campioni di tenuta-del-piede-in-due-staffe non sono solo penemuniti, ma abbiamo validi esponenti anche nel sesso femminile.

Assurdamente irreale. Ma vero, cacchio.

 

Succede quindi che la suddetta campionessa tenga in scacco un mio caro amico oramai da un tempo sufficientemente lungo da poterla definire senza remora alcuna STRONZA (abbreviando per comodità in S.).

Sì, mi rendo conto che è un po' forte, ma proseguendo nel ragionamento mi darete ragione.

S. vive nella piccola ed addormentata provincia italiana, è fidanzata da tempo immemore probabilmente con il suo primo amore delle medie e vive in apparenza una vita da perfetta figlia e fidanzata.

Ma non è tutto oro quello che luccica.

S. non è poi così soddisfatta della sua vita tranquilla come vorrebbe sembrare.

Ci deve proprio essere qualcosa che le manca, se il suo ruolo sociale di fidanzatina innamorata le va un pochino stretto. Così stretto da dover cercare un appoggio esterno al suo rapporto.

Ed ecco arrivare di gran carriera il mio amico.

Un diversivo?

Un passatempo?

O un colpo di fulmine di cui non si può fare a meno?

Destino? Noia?

Non ci è dato sapere, come sempre accade in questi frangenti.

Fattostà che inizia una "relazione" molto celebrale, ma anche occasionalmente fisica, con un mio amico di lunga data (che da qui in poi abbrevierò per ragioni di semplicità e chiarezza, con A.) che tutto si aspettava meno di venire travolto.

Un po' per i motivi legati ai misteri dell'innamoramento, un po' perché come tutti anche A. è attirato morbosamente da quello che non può avere e si strugge per questo, ballonzolando al limite della depressione.

S. ovviamente non si tira indietro, altalenando momenti di grande presenza (telefonica) e di incontri furtivi a giorni di assoluto silenzio pneumatico con maestria estrema.

Cosa dovrebbe fare A.?

Ovviamente, mandarla a quel paese, archiviarla ed andare oltre.

Banale a dirsi, come banale è ricordare che al cuore non si comanda.

E poi non è mica facile giudicare da fuori. Tutti, e per prima io, sono una frana nei rapporti interpersonali.

Pensa un po’ se posso giudicare o dare consigli.

 

Ovviamente A., ferito nell'orgoglio e piccato nei sentimenti, su consiglio degli amici che lo spingono ad uscire da questo insensato vortice, frequenta altre donne.

Giusto!

Ma con loro non riesce ad essere sè stesso al 100%, il pensiero corre a S., fa paragoni tremendi ed improponibili (come si fa a battere un amore impossibile?), non ce la fa.

Così, dopo qualche uscita o al massimo una coppia di mesi, molla il colpo.

E si ricomincia da capo.

Con sofferenza un po' di tutti.

Tutto ciò porta alla nascita di giovani arpie scaricate spesso senza spiegazione o, peggio, in nome di un rapporto irrisolto ed irrisolvibile che sfogheranno la loro frustrazione su altri uomini e così via, in una piramide a crescita esponenziale.

Nei secoli dei secoli, amen.

 

Capirete bene che, analizzando e sviscerando bene la questione, dal privato siamo arrivati direttamente al problema sociale: perché ci sono tanti trentenni arrabbiati e frustrati?

Ecco il perché.

Perché ovunque tu vada c'è sempre qualche S. o qualcuno che lei ha traumatizzato.

 

Quindi, donne, la prossima volta che venite scaricate da un uomo che vi dice "Non voglio continuare a vederti, perchè sennò poi mi innamoro e non voglio soffrire più" fate una bella cosa: oltre a prendere a randellate sulle gengive lui, andate anche ad acchiappare la sua S. e passatele sopra con un tosaerba stile "Misery".

 

Zio Stephen dà sempre ottimi consigli...



l'ha scritto phoebe1976 | 00:52 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, femmine vs maschi, normale amministrazione, doveva succedere proprio a me, dillo a phoebe
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mercoledì, febbraio 14, 2007  
Quello che gli uomini dicono
Si parla tanto di incomunicabilità tra uomini e donne.
In questo millennio di contraddizioni in cui gli uomini hanno smesso di fare i maschi e le donne si sono dimenticate di come si comportano le femmine, come si sopravvive?

Come si può andare avanti?
La razza umana rischia forse di estinguersi?

Non so quale possa essere la soluzione, proprio non ci arrivo. Sono solo una povera trentunenne con manie da ragazzina che si arrabatta per vivere.

Tranne forse quella di continuare a provare e riprovare, senza arrendermi di fronte alle delusioni ed ai piccoli dolori che la chiusura di una storia sempre comporta.

Ed arrivata a trentuno anni, di storie da raccontare ne ho a volontà.
Potrei scriverci sopra un libro, e magari un giorno lo farò sul serio. Uomini del mio passato, tremate.
Magari non quanto Carrie, ma abbastanza per una che vive sulle ridenti sponde del Trasimeno e non sull’isola di Manhattan.

E dalla mia esperienza, ciò che irrita più di tutto la donna trentenne moderna, non è la bastardaggine maschile insita in ogni portatore di pene, bensì l’ipocrisia nonchè la mancanza di originalità e di sincerità del maschio medio.
Sì, avete letto bene, la mancanza di originalità.
A tutto si fa l’abitudine, anche alle corna. Ma non alle prese per i fondelli.
Tutti le stesse frasi.

Tutti le stesse modalità.
Perché?

Ma ai ragazzi quando entrano nella pubertà lo stato italiano fornisce un libricino tascabile comodo comodo, da studiare e portare sempre con loro? In palestra, a scuola, al supermercato, ovunque possa rimorchiare una fanciulla atta allo scopo?
Oppure sono modus operandi che si trasmettono oralmente dal maschio Alfa a tutti i suoi sottoposti in luoghi esclusivamente da uomo come gli spogliatoi delle palestre, le partite di calcetto e le sessioni fiume di Playstation?

“Tu sei una donna con la D maiuscola, meriti di più”
“Non è colpa tua, sono io…”
“E’ che questo non è proprio il momento giusto, capisci? Il lavoro mi stressa!”
“Tu sei fantastica, che te ne fai di uno come me?”
“Perdonami, ma voglio essere libero”
“Siamo troppo diversi.”
“Meglio lasciarsi ora che abbiamo solo bei ricordi.”
“Vedi, se continuiamo a frequentarci io mi innamoro di te. E non voglio, perché ho già sofferto troppo.”
“Ti adoro, ma non ti amo”
“Restiamo amici, vuoi?


E tutta una serie di varie amenità e luoghi comuni da far perdere la stima e la pazienza anche alla donna più santa del pianeta Terra. E che meriterebbero come risposta un bel "Vaffanculo!" sonante.
E come se ciò non fosse sufficiente a causare la gastrite, il maschio medio inizia a rifornirsi anche al mercato nero delle paranoie femminili, tirando fuori emblematiche perle. 

“Ma cosa sono io per te?”
“Cosa ti aspetti da me?”

Ora, non voglio credere alle menate che, messi alle strette, la maggior parte degli ignobili rappresentanti del sesso maschile che ho incontrato lungo il mio cammino hanno saputo produrre.
Preferisco credere si tratti solo di codarda reticenza, di paura nell’esternare un semplice concetto: “NON TI VOGLIO PIU’.”
Preferisco. E non si tratta solo di me.

Tutte le donne munite di un certo numero di neuroni superiore a cinque preferisce 1000 volte la verità cruda che una dolce fesserie che non fa altro che alimentare inesistenti sensi di colpa nonché speranze dolorose e senza senso.

Venerdì sera un mio conoscente mi ha illuminato con una perla di saggezza al feromone, lampante e chiara nella sua disarmante semplicità.


“Sono troppo sincero. Se dicessi più puttanate, di sicuro scoperei di più."

Mentire allora paga?
E' solo un dire alle donne quello che vogliono sentirsi dire?
NO.

Uomini, ficcatevelo bene in testa: le donne non sono bamboline sceme.
O, perlomeno, non tutte.
Non sono sceme, no.
Al massimo hanno il grave difetto di far finta essere credulone, di cercare affetto e testardamente inseguire l’uomo dei sogni, anche se ad una analisi più attenta si tratta solo di una mezza calzetta.

Oltre che di inseguire, anche solo a livello inconscio, la soddisfazione personale come parafrasi di un rapporto a due.
La vita vista come la vedevano le nostre nonne ci perseguita ed insegue coi suoi modelli alla naftalina anche se ci sentiamo molto moderne.

Fidanzato, matrimonio, famiglia, figli.
Pesanti eredità difficili da scardinare.

Perché se è vero che, superata una certa età, la donna moderna rimasta single un po’ per scelta un po’ per fato tende ad assimilare il comportamento del maschio predatore, è anche vero che spesso è tutta scena.
Anche le quattro protagoniste di Sex & The City alla fine si arrendono alla vita omologata.

In serate pizza-gelato solo donne, si instaurano tavole rotonde sul sesso esplorando pregi e difetti dell’amante di turno, analizzando i minimi dettagli e ridendo a crepapelle di defaillance e piccole manie.
Deridendo, schernendo.
Ed instillando nel maschio medio-dotato la fobia per queste riunioni gallinesche.

Grande conquista del femminismo, questa.
Gli anni settanta hanno sdoganato il sesso.
Non la femminilità o i diritti delle donne.
Il bruciare reggiseno ha portato ad una sovraesposizione da sesso.
Se ne parla, fa vendere, fa girare il mondo.
Tutti vogliono farlo, tutti ne parlano. E più ne parlano, meno ne fanno.

Ed è solo per questo che gli uomini mentono?
Per fare sesso?
Grandi promesse, infinite ricerche, poste altissime, solo per fare sesso?
Bèh, ragazzi, vi agitate troppo. Basterebbe molto meno.

E l’amore?
Esiste?
O è solo l’invenzione di cioccolatai abili nel marketing?


Ah, dimenticavo: buon San Valentino a voi che credete...



l'ha scritto phoebe1976 | 00:00 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, femmine vs maschi, dillo a phoebe
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lunedì, dicembre 11, 2006  
La festa di Phoebe

Battesimi.

Matrimoni.

Addii al nubilato.

Nascite.

Belle ricorrenze, specie se di persone a cui vuoi bene.

Ogni volta che faccio uno di questi regali tuttavia, anche se si tratta di una persona a cui sono profondamente legata, mi chiedo sempre più spesso: “Quando li riprenderò IO ‘sti soldi? Mai.”.

Lo so… è venale, materialista e molto politicamente scorretto, ma dannatamente vero.

Chi non l'ha mai pensato scagli la prima pietra addosso all'inventore di San Valentino.


Lo so che un regalo si fa col cuore e non per un tornaconto, che le persone invitano a festeggiare un bel momento della loro vita, blabla blabla.

Ma davanti ad un’orgia di inviti ed a una girandola di inviti e partecipazioni che comportano uno svenamento monetario che allontana sempre più inesorabilmente me stessa dal mio futuro e meravigliosamente utile PC portatile, mi domando: arriverà mai quel giorno?


Quindi, siccome non me la sento ancora di fare come Carrie e di istituire un giorno che sia la mia festa, ho avuto una brillante e luminosa idea che risolverà tutti i miei problemi.


Questo sito, dopo scintillanti operazioni umanitarie come Dillo a Phoebe ed il TG Phoebe, lancia un’altra importante e benemerita iniziativa natalizia: Fai un dono a Phoebe!!

Phoebe è la tua eroina, ti ci riconosci in tutto e la apprezzi assai come scrittrice e donna?

Fai un dono a Phoebe!!

Vorresti essere come Phoebe? Ne sei proprio sicura? Ti consigliamo un bravo psichiatra specializzato in problemi di percezione della realtà ed autostima, ma prima di andarci… Fai un dono a Phoebe!!

Trovi che Phoebe sia una gran gnocca? Da Salmoiraghi & Viganò possono fare parecchio per te, fornendoti il più bel paio di fondi di bottiglia che tu abbia mai visto con il quale sarai in grado di scrivere e staccare un bell’assegno a favore di Fai un dono a Phoebe!!



Badate bene, non un dono qualsiasi, ma qualcosa scelto tra la mia wishlist di Natale.


- un delizioso PC portatile (possibilmente questo, ma anche un modello qualunque del 1998 va benissimo, purchè ci siano tutti i tasti) che mi permetta di scrivere in camera mia, invece che nel freddo stanzino senza riscaldamento dove la mia meravigliosa famiglia ha relegato il fisso rendendo sterile il mio già rinsecchito e scarno talento. Credetemi quando vi dico che al lago fa freddo. E umido. Parecchio.


- un incantevole Ipod Nano da 4 Gb, possibilmente rosso (ebbene sì, sono feticista) con cui superare il lutto per la dipartita del mio incauto acquisto estivo su Ebay


- un laccetto, squillabrilla, cordino, fune, cappio… insomma un qualcosa qualsiasi (ma di un certo gusto) a cui attaccare la mia chiavetta USB ed evitare di perderla un giorno sì e l’altro sì, evento che mi strainisce gettandomi nel panico più nero e nell’isteria diffusa. Già, perché la suddetta piccola chiavetta, lunga 3 cm e capiente 512 Mb contiene tanta “robba” dal valore monetario pressoché nullo. Ma che io, ovviamente, non ho salvato da nessuna altra parte.


- L’ultimo cd degli U2 in versione extra lusso, con libro e dvd del concerto di San Siro del luglio 2005. Non potendo avere la registrazione di quello dell’Olimpico, mi basta rivedere Bono cantare la parte in italiano di Miss Sarajevo per far salire i lucciconi agli occhi.


- il Nokia 6111, possibilmente bianco e rosa. E possibilmente attaccato con Attak Supermegacolla alla mia mano, visto che il mio povero attuale cellulare non fa che cadermi nei modi e posti più impensati (anche dalla tromba delle scale della palestra, non so se mi spiego), resistendo stoicamente. Poverello.


- l’ultimo libro di Jonhatan Carroll, pubblicato dai Lain della Fazi. Anzi, già che ci siamo, voglio tutte le opere anche minori e non ancora tradotte del visionario scrittore americano. Autografate. Possibilmente. Col sangue.


- questo simpatico ninnolo in acciaio, cristallo e pvd giallo di Comete, collezione Bluebell, ideale per Fai un dono a Phoebe.

 


Mi pare ce ne sia per tutte le tasche e tutti i gusti.

Altro?

Bèh, ovvio.

 

Come tutte le vere trendy, la pace nel mondo.

 



l'ha scritto phoebe1976 | 11:45 | permalink | vita vissuta, sick sad world, normale amministrazione, dillo a phoebe
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lunedì, luglio 24, 2006  
Che cos'è l'amor?
In pausa pranzo lunga, poltrendo languidamente in piscina guardando grasse signore con strane cuffie fare acquagym e sorseggiando allegramente una molto dietetica bottiglietta di acqua gassata, mi chiedo come sia possibile innamorarsi.

Ancora.
Come avviene, come capita.
Ma capita davvero, poi?

O è solo parto sporadico e pigro del nostro cervello annoiato dal solito tran tran imposto dalla solitaria vita quotidiana?
Magari è atavico bisogno di affiliazione col prossimo, come disse una mia sciroccata conoscente neo-laureanda in psicologia.

Non lo so più.
Certo, la gente ci spera nella sua esistenza.
Specie le donne.
Sono attratte dall’idea come i moscerini dalla luce.

Centinaia di scrittori di Harmony plurimilionari non possono sbagliarsi, dietro c’è di certo una attenta indagine di marketing ed ispirati analisti finanziari che non possono errare.
Per lo meno, non tutti insieme.

Amore oppio del popolo?
Rincoglionimento delle masse?
Panacea da telenovela di tutti i mali della Terra?
Free pass per rincitrullire il cervello?
Non lo so.

Forse solo chi è innamorato riconosce l’amore, un po’ come gli iniziati di una setta spiritistica segreta.
Per il resto del mondo è solo follia. Infantilismo.
Pazzia vera.

Quindi io, Phoebe, ora come ora ne sono tagliata fuori in maniera cinica e drammatica al tempo stesso, come si trattasse di un fantasma impalpabile o di una presenza intangibile.
Forse ora io non riesco a vederlo se non con gli occhi del disincanto.
Uh, che bella coppia!!!
Sicuramente uno dei due c’ha le corna…

Probabilmente faccio più caso all’orrido ammucchiato sotto il tappeto che a quanta luce possano fare gli occhi di una donna innamorata.
Più di una centrale nucleare.
A quanto l’amore possa rendere bello uno sguardo, luminosa la pelle, armoniosi i gesti, dolce la vita. Inconsapevole dei guai una esistenza.

E faccio finta di dimenticarmi quant’è bella la sensazione del cuore che batte forte dopo un bacio, l’ansia della telefonata che quando arriva ti fa scordare tutte le paranoie, il giramento di testa all’idea dell’incontro, la dolcezza, le mani che si toccano sussurrando.

Sarà che sono un po’ schifata, delusa, intristita.
Sfiduciata.
Sarà che nonostante le persone che ho attorno continuino a ricordarmi il mio valore, non riesco a non credere che il fallimento di tutte le mie relazioni amorose non possa non dipendere da me.

Sarà che certe ferite vanno curate con l’autostima.
Cosa che mi manca. Completamente.

Sarà che c'ho bisogno di una vacanza...



l'ha scritto phoebe1976 | 23:24 | permalink | vita vissuta, sick sad world, femmine vs maschi, doveva succedere proprio a me, dillo a phoebe
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martedì, luglio 18, 2006  
Ex files
Passano i giorni, i mesi, gli anni.
Ma certe cose non cambiano.

Non possono cambiare, sono dogmi scolpiti nella pietra dal tempo, abile scalpellino artigiano.
 

Prima fra tutte le mia teoria che, una volta finita una storia in cui si è investito abbastanza in termini emotivi, la controparte fedigrafa e ormaia inutile ed inutilizzabile dovrebbe avere il buon gusto di evaporare o polverizzarsi come un vampiro alla luce del sole.

Lo so, è un concetto che è stato già da me ampiamente sviscerato, ma l’umana condizione è così varia da offrire sempre nuovi spunti e nuovi inquietanti interrogativi al mio cervellino scalpitante. 

Sarà l’estate, sarà il caldo, saranno i trentanni compulsivi e rognosi, ma sia io che i miei amici (la cosa bella, stavolta, è che si parla di ambosessi…) nell’ultimo periodo ci troviamo a dover affrontare rapporti irrisolti, ritorni di fiamma o semplici riavvicinamenti con ex più o meno antichi e variamente sepolti nella memoria. O no. 

Tralasciando l’ormai classico ed annoso caso di ex fresco di nomina beccato a passeggio con racchia da competizione canina e sguardo intelligente da provola affumicata che tanto ha il potere di far venire travasi di bile (alquanto, ahimè, ingiustificati quanto violenti) altre sono le patologie che colpiscono violentemente le capacità intellettive e cognitive dei soggetti con cui ci siamo precedentemente accoppiati e di cui vorremmo mantenere un bel ricordo rasserenante.

Una volta passati gli istinti omicidi, ovviamente. 

Prima fra tutti, la minestra riscaldata.
E’ passato tanto tempo.
La storia è chiusa da anni.
Non ci pensate nemmeno più, se non quando passano una canzone pleistocenica o quando, facendo il cambio dell’armadio, vi tornano su un paio di pantaloni lucertolati viola che ora vi arriverebbero a mezza coscia. Ma magari. O forse meglio così.
Ma dopo anni, suona il cellulare o arriva un sms amarcord. E voi siete contente, ché in fondo gli avete sempre voluto bene ed è un bel ricordo, e bla bla bla.
Ma poi l’sms sporadico diventa una pioggia, le telefonate si fanno lunghe, mielose, allusive e tentacolari. Il tiricordicomestavamobeneinsieme ossessivo. Che poi, detto tra noi, non era nemmeno vero. Sì, vabbè, ci sono bellissimi ricordi comuni… ma se una storia si interrompe, c’è un perché! O no? Si tratta forse di Montecchi e Capuleti? Di amori contrastati? No. E allora? E quindi???
 

Poi abbiamo la staffa.
In che cosa consiste? Semplicemente in questo. Un tuo ex torna improvvisamente e/o traumaticamente single spesso non per sua volontà. Ma, chiaramente, meritandoselo.
Passati i cinque minuti canonici sufficienti al maschio per elaborare il dolore, si ributta a caccia. Iniziando da vecchi contatti e sfogliando la celeberrima e mitica agendina nera che (forse) ogni uomo ha e proseguendo a ritroso, se necessario fino alla prima fidanzatina dell’asilo.
Il tutto, alla flebile e forse vana ricerca della bottarella commemorativa del tempo che fu. Così. Per rinverdire fasti antichi e sepolte glorie.
O anche alla ricerca di una decina di vaffanculo rotanti.

Molto probabile.

Ah, lo stesso concetto vale per il cane rognoso; soggetto che, nonostante sia fidanzato, millantando una insoddisfazione sessuale e una carenza di feeling col patner. E che vorrebbe un rinforzino in nome dei vecchi tempi. Con te, logicamente. 

Oh, poi mi dicono che esista anche il martire pentito, cioè quello che è davvero davvero davvero mortificato. Che una mattina s’è svegliato e si è reso conto del casino immondo che ha fatto con la sua vita. E torna strisciando da voi con il Trilogy o col mazzo di fiori giganti.
Io, a dire il vero, non ne ho mai visto uno. Uno sincero, perlomeno (altrimenti rientra nella categoria di cui sopra).

Peccato che voi nel 99,99% dei casi nel frattempo vi siate evolute, cresciute, modificate o più realisticamente semplicemente cambiate. E vale anche per il sesso opposto.

E allora?

Allora, con tutta l’educazione ed il tatto  possibile vi tocca rimandare a casa il ciliceo martire ricordandogli la verità. 

E la verità sta solo nella semplice e cristallina necessità di appigliarsi al bello del passato. Al ricordo splendido splendente, ma che poi così luccicoso non era quasi mai.
Perchè il passato è già ammantato di un'aura magica, che rende tutto bello e positivo, tinto di lilla.

Perché è più facile cullarsi nel ricordo che andare avanti e vivere la propria vita conoscendo nuove persone, amando e rischiando, accettando il proprio passato e chiudendo bene le porte. 

Col lucchetto, magari.


l'ha scritto phoebe1976 | 23:33 | permalink | vita vissuta, sick sad world, femmine vs maschi, quark, dillo a phoebe
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lunedì, marzo 27, 2006  
Pulizia di primavera

Arriva la primavera.
Tempo di pulizie:
Tempo di innovazione e di cambio dell’armadio.
Il grigio lascia spazio ai colori, prima timidamente  pastello, poi fragorosamente elettrici e fluo.

E quale migliore stagione di questa per lanciare nuove e stimolanti iniziative e riproporre le vecchie, mai sopite e sempre interessanti.

Ordunque, uno, due, tre, pronti via. Si parte!

A grande richiesta ed a furor di popolo, siori e siore, torna Dillo a Phoebe!
La vostra eroina si era lasciata per un periodo coinvolgere in zuccherose questioni con ingegneri di poco conto, permettendosi poi deprimere in turbinose paranoie mentali e pippe mentali assortite, ma ora… DADANNN! Rigenerata dalle sue stesse sfighe, ora è di nuovo tra voi, pronta a dispensare consigli ed opinioni.
Problemi di cuori? Sentimenti in subbuglio? Ormoni che ballano la macarena? Dillo a Phoebe! Lui ti ama, poi, ti odi e poi ti ama? Dillo a Phoebe!
Vorresti, ma non puoi? Oppure potresti ma non vuoi? Dillo a Phoebe!
Il tuo lui soffre di eiaculazione precoce? Oppure è “poco attivo” ed ha sempre mal di testa? Scopri che l’uomo della tua vita è sottodimensionato? Dillo a Phoebe!
Ti senti sottodimensionato? Dillo a Phoebe!
Scrivete, scrivete, scrivete!!!
Dillo a Phoebe, e lei risolverà tutti i tuoi problemi! O, in ogni caso, scoprirai che non sei solo.
Scrivete numerosi, astenersi ricercatori di numero di cellulare, che tanto non ve lo do.

 

E poi, eccoa  voi la novità. 
Parte una nuova, grande, poderosa iniziativa, con scadenza improrogabile 9 aprile: Adotta un sinistroide anche tu!
Tu, forzaitaliota vestito Ralph Lauren, proprio tu. Sei stufo delle continue prese per il culo all’esimio leader? Trovi che non sia basso e che abbia fatto solo il bene dell’Italia in questi 5 anni, barcamenandosi tra i disastri combinati dagli sporchi comunisti? Fammi capire, scrivimi una mail con le tue motivazioni.
Tu, tesserato FI, sei fermamente convinto che il conflitto di interessi non esista? Che Berlusconi non si sia rifatto il lifting? Che Fede non sia lecchino? Che il ponte sullo stretto di Messina sia un’opera utilissima e di primaria importanza?
Allora, caro il mio azzurrino, convertimi!!!! Mandami una mail con le tue motivazioni, non solo personali ma anche, e convertimi al partito dalla canzoncina facile. Aiutami a capire, caro forzaitaliota dalla cravatta larga, fammi diventare come te! Non essere timido, scrivimi! Adotta un sinistroide anche tu!
Le migliori mail verranno pubblicate e se riuscirai nella conversione prometto di partecipare con te alla gita ad Arcore organizzata in occasione del compleanno del Berlusca e di portare per l'occasione anche la mia famosa quiche di carciofi.
Bando alla timidezza, scrivimi! Ed Adotta un sinistroide anche tu!
Astenersi An, Msi e affini. Ho detto solo forzitalioti!



E ora scusate, vado a fare il cambio dell'armadio, che sono ottimista, io.

E buona primavera!!

 

 



l'ha scritto phoebe1976 | 12:01 | permalink | sick sad world, normale amministrazione, dillo a phoebe, mi consenta una parolina
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mercoledì, marzo 22, 2006  
Dell'arte di rimorchiare col blog

Interno notte.
Musica trendy.

Bunz unz, firulì firulà, bunz bunz bunz.

Cocktail con ombrellino in mano.
Sguardo annoiato.
Troppa gente che ti tocca per passare e necessità di ricordare alla marmaglia la sacra regola di Dirty Dancing: "Questo è il mio spazio, questo è il tuo spazio. Io non entro nel tuo, tu non entri nel mio" 

Amicadiphoebe: “Vieni, vieni Phoebe che ti presento un mio amico carino”
Phoebe: “Uffa, no, dai, perché. Il solito decerebrato con la pashmina no, dai!!!!
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